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14 Giugno 2015

Giorno 20 Giugno 2015, presso il Katane Palace Hotel, evento di informazione e formazione dedicato ai medici neo abilitati, dal titolo “Giornata di informazione e formazione sulle prospettive future per i medici neo abilitati”. Il corso è gratuito; l’iscrizione è obbligatoria.

Per maggiori informazioni, consultare l’allegato

programma definitivo CT 20.6.15

7 Maggio 2015

È uscito in Gazzetta Ufficiale il regolamento relativo al concorso per l’accesso alle scuole di specialità per l’anno accademico 2015-16. Il decreto è tardivo e, dopo le brutte figure dell’anno scorso, sarebbe stata auspicabile una maggiore attenzione da parte dei ministeri coinvolti (Miur e Salute). Tuttavia, ancora non si sanno ancora con esattezza i posti a concorso distribuiti per scuole di specialità nonostante si sia a primavera inoltrata!
Dalle ultime indiscrezioni sembra che verranno messe a concorso 6.600 borse per l’accesso al primo anno di specialità, a fronte di 12.000 immatricolazioni e di un fabbisogno valutato dalla “Stato-Regioni” di 8000 specializzandi.

Quelle che seguono sono le considerazioni maturate dopo aver letto un documento firmato da moltissimi medici aspiranti specializzandi e da moltissimi laureandi in medicina e dopo aver ascoltato la Commissione Giovani Medici e Precariato Medico dell’Ordine di Milano.
Che Stato può mai essere quello dove si assicura la laurea a un numero di colleghi di molte migliaia superiore al numero di medici che troveranno poi effettivamente lavoro perché in possesso del titolo di specialità?
Ad oggi, con le attuali leggi, senza un diploma di specialità o del triennio in Medicina generale, la laurea in Medicina non serve praticamente a nulla, se non a fare qualche lavoretto sottopagato e di basso profilo.

Ritengo, dunque, improcrastinabile che le Università, i ministeri preposti e le Regioni attuino immediatamente una seria programmazione al fine di non sprecare importanti risorse per il corso di laurea e, di contro, di concentrarsi sul finanziamento della preparazione degli specialisti.
A questo si aggiungono le considerazioni sulle modalità di svolgimento del concorso nazionale, che riguardano principalmente come l’esame viene condotto e quanto viene valutato il curriculum personale dello studente.
Innanzi tutto, l’esame dovrebbe svolgersi in poche sedi (al massimo cinque o sei) sull’intero territorio nazionale, per cercare di uniformare il più possibile i comportamenti dei commissari, assicurando ai candidati analoghe difficoltà e omogeneità nei criteri di valutazione.
Le prove andrebbero videoregistrate, evitando strumentali richiami alla privacy. Le videoregistrazioni, in tal modo, in caso di contestazioni, potranno essere utilizzate delle Autorità competenti, a tutela di chi si comporta correttamente. Andrebbe, al riguardo, stilato un regolamento, in collaborazione con gli Ordini e con la Fnomceo, da rendere cogente in tutta Italia.
Infine, assumendomi il rischio di sostenere una tesi ritenuta non politicamente corretta, credo debba essere tenuto in debito conto, nella valutazione complessiva del candidato, il valore dell’Università dove si è laureato. In tutto il mondo, infatti, nessuno si scandalizza se l’ultima università del Delaware è valutata meno della Columbia University. Perché anche in Italia non può essere assunto lo stesso criterio?
Un’Università dove insegnano e lavorano docenti inseriti in prestigiosi network scientifici mondiali e che producono correntemente studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, perché deve essere valutata come una sede ove gli impact factor degli articoli pubblicati sono bassissimi e dove nessuno del corpo docente è noto per la sua autorevolezza scientifica?
Insomma, quello che l’Ordine di Milano propone è di sprovincializzare le università italiane e cogliere l’occasione del concorso nazionale per far letteralmente esplodere la meritocrazia.
L’anno scorso, in prima applicazione, i Ministeri competenti hanno fallito. Uniamo le forze affinché quest’anno si riesca ad uscire dalla palude: è una battaglia che possiamo vincere con la collaborazione di tutti, Ordini e Federazione in prima linea!

Roberto Carlo Rossi (Presidente Omceo Milano)

Articolo originale

6 Maggio 2015

Il secondo concorso nazionale per le specializzazioni mediche si avvicina ai blocchi di partenza. Entro il fine settimana il ministero dell’Istruzione dovrebbe pubblicare il bando che era atteso per fine aprile e che apre le porte alle selezioni in programma entro luglio. E potrebbe farlo mettendo sul piatto 1600 borse in più che si aggiungerebbero alle 4400 già garantite per quest’anno dal ministero dell’Economia e alle 500 che le Regioni dovrebbero licenziare giovedì. In tutto si tratterebbero 6500 borse, meno delle 8mila segnalate come fabbisogno dalle Regioni, ma mille più rispetto all’anno scorso.

Il Miur punta ad aumentare i contratti
Le borse per le specializzazioni in Medicina che riusciranno ad essere finanziate potrebbero essere dunque circa 6.500. La quota, un deciso passo avanti rispetto alle 4.400 al momento finanziate, potrebbe essere raggiunta grazie allo sforzo economico del Miur che troverebbe i fondi aggiuntivi – ben 40 milioni – per altre 1600 borse. E da circa 600-700 contratti che arriverebbero dalle Regioni. Mancherebbe ora solo l’ok del ministero dell’Economia. Un numero questo più alto rispetto al passato e che rappresenterebbe un primo segnale di attenzione per un fronte, quello dei giovani laureati in medicina, che non troverebbero sufficienti sbocchi nelle specializzazioni mediche, una tappa formativa insostituibile per chi aspira a indossare il camice bianco. Le borse comunque non sarebbero sufficienti a coprire la potenziale domanda, visto che per il Coordinamento Mondo Medico sarebbero almeno 15mila i candidati possibili. In più resta da definire ancora la vertenza dei 300 aspiranti specializzandi che hanno vinto il ricorso dopo aver partecipato al primo concorso.

Come funziona il nuovo concorso
Il nuovo concorso, dopo i diversi intoppi e le proteste (sfociati in alcuni casi in ricorsi al Tar) che hanno funestato quello dell’anno scorso, avrà anche alcune novità previste da un regolamento appena pubblicato in Gazzetta. Il nuovo Regolamento prevede che ogni candidato potrà concorrere per un massimo di 3 tipologie di Scuola da indicare in ordine di preferenza (e non più 6). I 70 quesiti della parte generale della prova di selezione faranno riferimento alla formazione clinica del percorso di laurea. La pubblicazione è il passaggio necessario per poter procedere alla pubblicazione del Bando del secondo concorso nazionale. «Il Bando – spiega una nota del ministero – potrà essere emanato a seguito della firma del decreto Miur per la ripartizione delle borse di specializzazione nazionali e della comunicazione da parte delle Regioni delle borse territoriali di cui il Miur è in attesa. Questi adempimenti avverranno nel corso della prossima settimana».

Articolo originale

30 Aprile 2015

DECRETO 20 aprile 2015, n. 48

Regolamento concernente le modalita’ per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina, ai sensi dell’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368. (15G00063) (GU Serie Generale n.99 del 30-4-2015)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 30/04/2015

Vedi il decreto sul sito della Gazzetta Ufficiale

30 Aprile 2015

Solo il 6% dei 1.583 eletti negli Omceo ha un’età inferiore ai 40 anni. Dalle riflessioni su questo dato è nata l’esigenza di creare una piattaforma programmatica che possa connettere tra loro i giovani eletti negli Ordini provinciali al fine di aumentare il peso specifico dell’impegno assunto finora dai singoli giovani ordinisti nella gestione e risoluzione delle problematiche legate al mondo dei giovani medici.

Attraverso un confronto permanente, libero e incondizionato tra giovani medici eletti negli Ordini provinciali, infatti, sarà possibile portare più efficacemente all’attenzione della Fnomceo tematiche che, per le difficoltà di coinvolgimento attivo delle giovani generazioni nella vita degli Omceo provinciali e della Fnomceo stessa, i cui livelli di governance restano appannaggio prevalentemente, se non esclusivamente, della componente più matura della Professione, non sono ad oggi trattati con la giusta attenzione.

E di tale mancanza di coinvolgimento attivo e indipendente ne risentono le iniziative assunte in sede legislativa che, sempre più, tendono a sminuire il ruolo e le funzioni del medico nella sanità italiana, a partire dal ruolo (e della presenza) dei giovani medici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Su queste premesse nasce il “Coordinamento nazionale dei giovani medici eletti negli Omceo provinciali” con l’obiettivo di essere laboratorio di pensiero e strumento di azione utile a promuovere politiche professionali e previdenziali a sostegno delle giovani generazioni di medici all’interno della Fnomceo e non solo.

A tal proposito, il Coordinamento si prefigge di proporre e designare, con un meccanismo bottom-up, i rappresentanti delle istanze delle giovani generazioni di medici in seno a Fnomceo, Enpam, Ministeri e ogni altro consesso istituzionale di riferimento per la professione medica.

Più estesamente, il Coordinamento si impegna a favorire il coinvolgimento nei processi decisionali della professione, con approccio partecipativo e inclusivo, di tutti i medici, donne e uomini, iscritti agli albi professionali, avendo cura di favorire il ricambio generazionale all’interno della professione.

Sono chiamati ad aderire al Coordinamento tutti i giovani under 40 che rivestono un ruolo di rappresentanza all’interno dei Consigli e dei Colleghi dei Revisori dei Conti degli Omceo provinciali.

Attualmente hanno contribuito alla stesura del progetto i giovani medici provenienti da 21 Provincie d’Italia (www.giovaniomceo.org/dove-siamo)

Chiediamo al presidente della Federazione, al Comitato centrale e agli Ordini provinciali di guardare positivamente al messaggio incarnato dal Coordinamento e di avviare un rapporto costruttivo con le giovani generazioni di medici che aspirano ad autodeterminare il proprio futuro nell’interesse del futuro della professione medica tutta.

Fonte originale

20 Aprile 2015

Organizzazione e gestione ottimale del prossimo concorso nazionale, preservando meritocrazia e trasparenza. Adozione di un Piano triennale di finanziamento di un contingente di contratti di formazione specialistica necessario a colmare il gap tra numero di laureati e sbocchi nel post lauream (specializzazione e corsi di medicina generale) e per tutelare il diritto allo studio. Organizzazione di corsi di preparazione gratuiti al test di ammissione in carico alle Università. Sono queste le richieste al ministero dell’Università e della ricerca da parte del Comitato nazionale aspiranti specializzandi che domani 21 aprile terrà un Flash mob nazionale sul piazzale antistante la sede del Miur a viale Trastevere.

«Alla vigilia della seconda edizione del più volte rimandato concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina – spiega il Comitatoto organizzatore – il Flash mob nazionale degli aspiranti specializzandi nasce dalla necessità di far fronte al clima di profonda incertezza in tema di organizzazione del concorso e di finanziamento dei contratti di formazione, per non far ripetere gli errori del passato e le speculazioni sul diritto alla formazione dei giovani medici».

Il flash mob sarà articolato in una lettura collettiva del giuramento di ippocrate in contemporanea in diverse piazze e policlinici del paese, nella raffigurazione dell’esodo forzato dei giovani medici verso l’estero vista la mancanza di garanzie sul futuro in italia e nella celebrazione del funerale della sanità italiana.

Analoghe iniziative si terranno a Napoli, Palermo ed altre città italiane.

Fonte originale