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News dal mondo della Sanità

11 Marzo 2015

Il Consiglio superiore della Sanità esprime il parere sul contraccettivo d’emergenza. Test di gravidanza, invece, solo se l’anamnesi induce al sospetto che ci sia stata fecondazione. Ora deve decidere il ministro della Salute.

Prescrizione obbligatoria per il contraccettivo d’emergenza della cosiddetta ‘pillola dei 5 giorni dopo’, indipendentemente dall’età della richiedente e test di gravidanza solo se l’anamnesi induce ad un sospetto di fecondazione in corso. E’ questa, secondo quanto si apprende, la posizione espressa dal Consiglio superiore di Sanità nel parere richiesto dal ministro Lorenzin sulla questione. In attesa dei dettagli del dispositivo, la decisione è che “il farmaco EllaOne debba essere venduto in regime di prescrizione medica indipendentemente dall’età della richiedente”.

“Ciò soprattutto per evitare gravi effetti collaterali nel caso di assunzioni ripetute in assenza di controllo medico”. “Il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il parere che temevano. A due giorni dall’8 marzo, per le donne italiane è in arrivo un pessimo regalo, cioè potranno usare la pillola ‘dei 5 giorni dopo’ solo con la ricetta medica, al contrario di quanto accade in tutta Europa dove si può acquistare liberamente perchè non si tratta di un farmaco abortivo ma di un contraccettivo di emergenza (agisce ritardando l’ovulazione). Solo pochi giorni fa il parlamento tedesco ha approvato una legge, nata da un’iniziativa legislativa del governo, che permette la vendita di EllaOne senza prescrizione medica. Ci auguriamo perciò che il ministro Lorenzin decida guardando all’Europa e con l’obiettivo di dare più diritti e libertà alle donne italiane”. Così Laura Garavini, dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo del Pd della Camera.

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11 Marzo 2015

PALERMO. La robotica al servizio della medicina ha sempre dato un forte impulso per lo sviluppo di nuove metodiche di ricerca. Nei laboratori di tutto il mondo e nelle sale chirurgiche più avanzate si lavora già da tempo con il supporto di bracci meccanici ad altissima precisione. Ma da qualche anno un progetto nato un po’ per gioco ha raggiunto risultati inaspettati soprattutto con il coinvolgimento della community mondiale degli sviluppatori di software. Parliamo di umanoidi dalle fattezze robotiche. Nel 2005 un primo piccolo ma importante passo è stato compiuto dalla Aldebaran, società francese creata da Bruno Maisonnier, che ha progettato un mini robot chiamato NAO.

La caratteristica principale di Nao risiede nella possibilità di personalizzarlo con un software. L’occasione è stata colta al volo nel 2013 da un team di Catania, composto dai fratelli Daniele e Marco Lombardo, e da Giuseppe Pennisi; insieme hanno fondato la Behaviours Labs, una start up che si occupa di robotica sociale, premiata da Working Capital Telecom e terza ad un concorso nazionale organizzato dalConsiglio degli Ingegneri d’Italia.

La giovane azienda siciliana ha focalizzato i propri interessi sul software, associato ad un tablet, in grado di facilitare l’approccio didattico educativo, usando il mini robot Nao nei programmi riabilitativi dei bambini autistici. Daniele Lombardo, amministratore della neonata società, sottolinea l’importanza dell’integrazione di un giocattolo nelle terapie per i bambini: «Siamo dell’idea che un robot possa convivere armoniosamente con l’uomo.

L’affetto istintivo che proviamo nei confronti di un robot, specialmente se antropomorfo, non è dovuto solo al suo aspetto esteriore, ma ci è suscitato anche dalle sue modalità di reazione, dal suo approccio nelle relazioni verbali, visive o tattili». Così è nato il progetto TREAT (Therapeutic Robot in Experimental Autism Therapy), sviluppato con il supporto del CNR di Messina. Il sistema sperimentale prevede una nuova terapia per il trattamento dell’autismo, basata sulla piattaforma roboMate e sulla programmazione del robot tramite software realizzati da Behaviours Labs. La metodologia impiega nuove tecnologie ed in particolare un tablet ed il robot umanoide antropomorfo NAO. Il sistema si basa sul concetto di «edutainment», ovvero di educazione rivolta all’apprendimento. Tramite il tablet ed il mini robot il terapista può sperimentare nuovi spazi di espressione e di comprensione in un contesto protetto e di gioco. Ma le novità della giovane azienda siciliana non finiscono qui.

Recentemente i giovani catanesi sono stati contattati dalla Hanson Robotics, una start up texana che produce i robot Zeno, con la quale hanno definito un rapporto di collaborazione. Zeno è un robottino entrato in produzione alla fine del 2014, caratterizzato dalle sembianze umane e dotato di una simpatica faccia sorridente, che lo rende ancora più familiare.

I robot adottati dalla Behaviours Labs sono dotati di telecamere frontali utili per monitorare le reazioni dei bambini direttamente dal display del tablet associato che funge anche da telecomando. La programmazione è semplice, intuitiva ed alla portata di tutti, adattabile quindi a diverse esigenze didattico sociali. Il terapista, potrà quindi rilevare i disagi del bambino e guidare i suoi gesti rendendolo più motivato, operativo e partecipe.

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9 Marzo 2015

Ribaltata la sentenza del giudice del lavoro di Rimini nel 2012 con cui per la prima volta si era riconosciuto un nesso tra la vaccinazione trivalente Mpr (morbillo-parotite-rosolia) e l’insorgenza di autismo in un bambino vaccinato nel 2002. Accolto il ricorso del Ministero della Salute. “Studi irrilevanti smentiti dalla comunità scientifica”.

La corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza del giudice del lavoro di Rimini, che nel 2012 aveva stabilito un nesso tra la vaccinazione trivalente Mpr (morbillo-parotite-rosolia) e l’insorgenza di autismo in un bambino vaccinato nel 2002. La prima sentenza, che condannava il Ministero della salute riconoscendo il diritto all’indennizzo previsto dalla L. 210/92 per la famiglia del bambino, veniva ritenuta “storica” e utilizzata come punto di riferimento in molte cause civili per danni, che sono state avviate successivamente.

Il Ministero della salute ricorda in una nota di aver “fatto ricorso alla Corte d’Appello che ha nominato un consulente tecnico d’ufficio: il dottor Lodi ha stroncato i presupposti della decisione del giudice del lavoro definendo “scientificamente irrilevanti” le ragioni della sentenza riminese”. Nel giudizio di secondo grado il medico “ha segnalato in modo minuzioso la non pertinenza e la non rilevanza degli studi in essa citati”.

“Il consulente della famiglia – ricorda sempre il Ministero – ha presentato le ricerche del medico inglese Wakefild, autore di un articolo su Lancet sui collegamenti tra vaccini e autismo, che poi venne ritrattato dai coautori e, alla fine, ritirato dalla rivista stessa”. “Sono studi irrilevanti – ha scritto il perito – smentiti dalla comunità scientifica”. Inoltre “nella storia clinica del bambino non c’è un’oggettiva correlazione temporale tra la progressiva comparsa dei disturbi della sfera autistica e il vaccino Mpr, vi è solo il fatto che i due eventi avvengano uno prima e uno dopo, ma come dimostrato, ciò non è sufficiente a mettere in relazione i due eventi”.

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9 Marzo 2015

E’ pronto ed è stato inviato al Consiglio di Stato il nuovo Regolamento per l’accesso alle scuole di Specializzazione in Medicina. Come annunciato in Parlamento, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha infatti deciso di semplificare alcuni passaggi del Regolamento esistente per sveltire le procedure di scorrimento delle graduatorie finali. Il Miur ha diramato il comunicato stampa che annuncia l’avvio dell’iter di modifica, in cui sono state annunciate le seguenti novità: 1) Ogni candidato potrà concorrere per un massimo di 3 tipologie di scuole di specializzazione da indicare in ordine di preferenza (non viene spiegato se le tipologie di interesse potranno essere scelte su due o tre aree, oppure all’interno di una stessa area), e non più sino a 6 tipologie (due per ciascuna delle tre aree).

Tale modifica sarebbe giustificata dall’esigenza di semplificare il meccanismo di scorrimento delle graduatorie di merito, riducendo i tempi degli scorrimenti. 2) I 70 quesiti della parte generale della prova di selezione faranno riferimento alla formazione clinica del percorso di laurea, per improntare le prove a una maggiore caratterizzazione pratico-applicativa nella porzione comune dei quiz. L’annuncio giunge in corrispondenza della scadenza prevista dal vigente Regolamento per la pubblicazione del Bando di concorso (28 febbraio), comunicando al contempo che il bando per il secondo concorso nazionale di accesso alle Scuole sarà emanato entro il 30 aprile 2015 con svolgimento delle prove entro il 31 luglio 2015.

Ma in questo modo il Miur smentisce il proprio Ministro che, nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera in data 27 gennaio 2015, aveva dichiarato: “Non ho dubbi che rispetteremo la scadenza del 28 febbraio [per l’emanazione del decreto ministeriale recante disposizioni per il concorso nazionale di accesso alle scuole di specializzazione di area medica a.a. 2014/2015] e, di conseguenza, la prova sarà entro aprile”.

Negli ambienti, qualcuno parla dell’ennesimo rinvio, laddove anche in occasione del precedente concorso, il primo nazionale, in sede di riunione pubblica svoltasi il 3 aprile 2014 e convocata dal Miur per riferire sulle tempistiche del bando 2013/2014, il Miur comunicò che avrebbe proceduto alla modifica del Regolamento, appena varato dal Ministro uscente Carrozza e già sottoposto alle approvazioni di rito, con posticipo delle prove del concorso ad ottobre 2014, in ragione dei tempi tecnici necessari per ri-sottoporre il testo del Regolamento, nell’ordine, al vaglio del Consiglio di Stato, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Corte dei Conti. Lo stesso iter che dovrà essere ripercorso anche questa volta, motivo per il quale le tempistiche annunciate dal comunicato stampa del Miur già destano perplessità in merito al loro rispetto.

Rossella Gemma

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