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News dal mondo della Sanità

11 Marzo 2015

PALERMO – Altra sentenza, altra mazzata. Il Tar di Catania ha bocciato la decisione con la quale il governo di Rosario Crocetta, nell’agosto scorso, aveva revocato le nomine di Paolo Cantaro e Angelo Pellicanò a direttori generali delle aziende sanitarie catanesi (rispettivamente al Policlinico di Catania e al Cannizzaro, sempre nel capoluogo etneo). Solo l’ultimo pasticcio nella gestione della Sanità siciliana. E la bocciatura, che riguarda nello specifico il caso di Pellicanò (il Tar si è espresso sul suo ricorso), ma che si estende a quello analogo di Cantaro, in questo caso, assume contorni persino imbarazzanti.

L’Avvocatura dello Stato, infatti, che aveva inizialmente espresso un parere favorevole alla revoca di quella nomina, che sarebbe giunta, secondo l’Avvocato dello Stato Giuseppe Dell’Aira, quando era già in vigore il decreto Renzi che stoppa gli incarichi ai manager in pensione, ha deciso di rinunciare alla difesa dell’esecutivo regionale. Con una motivazione molto semplice, rivelata già in un articolo di alcune settimane fa di Live Sicilia: il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia aveva diramato una circolare con la quale veniva precisata la norma del governo centrale. Un atto dal quale si desumeva chiaramente che la Regione siciliana non avesse alcun motivo di revocare le nomine di Cantaro e Pellicanò.

Un concetto ribadito già a metà dicembre dall’Avvocato dello Stato Patrizia Scardillo che ha ritenuto “inopportuna l’assunzione della difesa della Regione stante il contrasto di posizione di queste ultime rispetto a quella assunta da Organo di vertice dell’Amministrazione dello Stato della quale l’Avvocatura dello Stato è il naturale patrocinatore”. Se proprio vuole, aggiunge l’Avvocato dello Stato, la Regione si faccia difendere dal proprio Ufficio Legale. Lo stesso organo che aveva “avallato” la scelta di Crocetta di revocare quelle nomine decide che la Regione stessa “è indifendibile”, dopo la circolare della Madia. Una posizione, quella più recente dell’Avvocatura che non “smentirebbe” il primo parere, giunto quando non era ancora stata emanata la circolare.

A dire il vero, proprio quel parere dell’Avvocato dello Stato Dell’Aira era stato al centro di furiose polemiche. Sfociate persino in un fascicolo aperto dalla Procura di Catania, anche in seguito alle dichiarazioni del presidente della Commissione Salute all’Ars, Pippo Digiacomo, che parlò addirittura di un parere “orientato”. Accuse gravi e tutte da provare, certamente. Ma ciò che il Tar conferma nella propria sentenza è l’errore dell’esecutivo regionale.

Nelle scorse settimane l’assessore alla Salute Lucia Borsellino aveva provato a portare in giunta la vicenda dei manager, chiedendo, appunto, di definire l’iter di revoca per le nomine di Cantaro e Pellicanò, sulla scorta proprio del parere di Dell’Aira. Un parere che, in sintesi, afferma che il rapporto di lavoro si definisce all’atto della firma del contratto. Firma che sarebbe giunta dopo l’entrata in vigore del decreto Renzi. Il decreto Renzi “stoppa-pensionati” entra in vigore il 25 giugno. Cantaro e Pellicanò vengono nominati il 24 giugno. Il giorno prima. Secondo l’avvocato della Regione, Romeo Palma, interpellato per primo dal governo regionale, quei manager possono regolarmente insediarsi. Ma il governatore non è così sicuro. Così ecco la decisione di chiamare in causa l’avvocato dello Stato Dell’Aira. Quest’ultimo la pensa diversamente: il conferimento dell’incarico si concluderebbe con la stipula del contratto. Che sarebbe giunto solo con il divieto di Renzi già in vigore. Una interpretazione della norma smentita in maniera plateale dalla circolare del ministro Marianna Madia.

Il governo Renzi infatti decide, a dicembre, di fornire l’interpretazione “autentica” della propria norma. E sull’interpretazione, i dubbi sono pochi: “La data alla quale occorre fare riferimento, ai fini dell’applicazione del divieto, – scrive il ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia – è quella della nomina o del conferimento dell’incarico, quindi dell’atto con il quale l’autorità titolare del relativo potere vi ha proceduto, indipendentemente da adempimenti successivi, come gli atti di controllo. Non incorrono nel divieto e rimangono soggetti alla disciplina precedente – aggiunge il ministro – gli incarichi a soggetti in quiescenza conferiti precedentemente alla suddetta data, anche se alla stessa data il trattamento economico o compenso non era ancora stato definito”.

Ed è proprio il contratto a disciplinare trattamento economico e compenso. Ma il contratto, che era “decisivo” secondo l’Avvocato dello Stato, è del tutto ininfluente per chi ha deciso e scritto quella norma. La revoca delle nomine di quei manager era immotivata. E adesso anche l’Avvocatura dello Stato ci ha “ripensato”. Decidendo di rinunciare alla difesa della Regione. Che ha perso, di fronte al Tar e sarà costretta a revocare i propri decreti. Ancora una volta. Le reazioni “Ancora una sentenza sberla sulla sanità siciliana. Stavolta era ampiamente prevedibile. Cosa farà adesso il governo Crocetta? Inutile, forse, attendersi la stessa solerzia e velocità avute per annunciare la rinuncia all’appello sul noto caso Humanitas.

Presidente Crocetta e (ancora una volta) assessore Borsellino: verrà data esecuzione alla sentenza dei giudici o farete ancora finta di nulla?”. Lo dichiara il deputato regionale della Lista Musumeci, Gino Ioppolo. “La sentenza del Tar, che annulla la delibera di revoca del dott. Pellicano’ a direttore generale dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, è l’ulteriore riprova del pressapochismo e del dilettantismo con i quali opera il governo regionale, che sta lasciando sprofondare la sanità siciliana in una imbarazzante situazione di caos e confusione. Sin dal primo momento avevamo denunciato l’atto contraddittorio posto in essere dal duo Crocetta-Borsellino, per altro contestato anche da alcuni appartenenti alla stessa maggioranza di governo.

Alla guida della nostra Sicilia c’è dunque una pericolosa armata Brancaleone, incapace di operare per il bene comune”, lo dichiara Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. “La sentenza del TAR di Catania che ha bocciato la decisione dal governo regionale di revocare le nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie catanesi è l’ennesima sentenza che sbugiarda il governo regionale in materia di sanità. E’ l’ennesima sentenza che certifica i pasticci quotidiani prodotti nella gestione della sanità in Sicilia”. Lo dichiara Angelo Collodoro, segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri Cimo. “E’ l’ennesima sentenza – prosegue – che dà l’idea dello stato confusionale in cui brancola il governo regionale. E’ l’ennesima sentenza che ribadisce lo stato d’incertezza con cui si va avanti in sanità e che investe la programmazione e la pianificazione, basti pensare alle conseguenze che avrà sulla Rete Ospedaliera Regionale la sentenza Humanitas, ovvero la rivisitazione di quanto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ed oggi due tra le più grandi aziende siciliane si trovano a dovere ricominvciare. Ciò che emerge è la mancanza di certezza del diritto negli atti promulgati dal governo regionale in materia di sanità. E’ la mancanza di credibilità del governo stesso nonostante questi proceda arrogantemente e presuntuosamente senza un minimo di confronto con le parti sociali. Si perde nella notte dei tempi l’ultimo incontro tra governo e sindacati dei medici che più volte hanno sottolineato l’importanza di sfuggire alle logiche della vecchia politica per dare una “svolta rivoluzionaria” che è rimasta solo negli “slogans”di questo governo. Le conseguenze le pagano tutti i giorni operatori sanitari e cittadini prigionieri di un’incertezza stagnante che crea paralisi e talvolta uccide”.

Articolo originale 

10 Marzo 2015

La nomina di Angelo Pellicanò è legittima. A stabilirlo è la Quarta Sezione del TAR Sicilia con sede distaccata a Catania Il ricorso presentato dal manager della sanità Angelo Pellicanò, prima nominato direttore generale dell’ospedale Cannizzaro e poi revocato dalla Regione a causa dell’interpretazione della nuova norma che impedisce ai pensionati di ricoprire incarichi nella pubblica amministrazione se non “esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore a un anno”, ha chiarito i dubbi e le incertezze durati oltre sette mesi.

La nomina era legittima, ma nulla restituirà alla sanità e ai siciliani il tempo trascorso con disservizi presso le strutture ospedaliere che di fatto sono rimaste vacanti, con la presenza di commissari che hanno operato con atti temporanei, impedendo attraverso l’assenza del direttore generale, la possibilità di fare una programmazione e limitando gravemente gli atti necessari per il buon funzionamento dei nosocomi. Il commissariamento ha di fatto mantenuto una Sanità precaria. Angelo Pellicanò era stato nominato Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, poi, a seguito di una serie di pareri contrastanti da parte degli uffici competenti della regione e dell’avvocatura dello Stato, il Decreto del presidente della Regione, in autotutela, aveva annullato la sua nomina.

Un chiarimento sulla legittimità della nomina era stato fatto direttamente dal ministro Marianna Madia che attraverso una circolare, spiegava la reale applicazione della norma che nel caso di specie ammetteva la nomina dei manager. A seguito di quel parere si susseguirono una serie di audizioni anche in commissione sanità dove Lucia Borsellino prendeva atto della circolare mentre Rosario Crocetta asseriva l’intervenuta mancanza di fiducia nei confronti dei due manager prima nominati e poi revocati Pellicanò e Cantaro.

La nomina dei due professionisti era stata preceduta da una lunga e complessa fase di valutazione dei curricula di centinaia di candidati, con l’intervento anche di società esterne lautamente pagate e la valutazione definitiva di un comitato di saggi. Nonostante il possesso di tutti i requisiti e l’essersi classificati ai primi posti nella classifica degli idonei, la loro nomina era stata revocata ed adesso la sentenza del TAR di Catania rimette tutto in discussione, ordinando esplicitamente alla Regione Sicilia di colmare immediatamente la vacanza creata nella gestione di due dei più importanti nosocomi dell’intero paese.

Simona Scandura

Articolo orginale 

9 Febbraio 2015

PALERMO – Si riparte. Il 23 gennaio prossimo in Gazzetta ufficiale approderà il nuovo Piano della rete ospedaliera, che ha avuto l’ok in commissione Salute circa un mese fa. Da quel momento potrà ufficialmente partire l’iter che porterà all’indizione dei nuovi concorsi nelle Asp. Ma sarà una procedura graduale. “Dopo la pubblicazione in Gurs, – spiega infatti l’assessore Borsellino – infatti,dirameremo una direttiva per definire i criteri dei concorsi. A quel punto, le aziende sanitarie dovranno far pervenire all’assessorato la rideterminazione delle proprie dotazioni organiche. Solo a quel punto, – aggiunge – si avrà un quadro chiaro delle professionalità richieste. E si comincerà, come prevede la normativa, operando attraverso le procedura di mobilità. Dovremo anche decidere – ha concluso l’assessore Borsellino – quali concorsi indire nuovamente dopo l’entrata in vigore del decreto Balduzzi che cambia le modalità di selezione soprattutto per gli incarichi di struttura complessa”. Nel frattempo sono numerosi i concorsi banditi dalle Asp siciliane e fermi, almeno temporaneamente, dopo l’applicazione del cosiddetto decreto Balduzzi e in attesa della pubblicazione da parte dell’assessorato regionale per la Sanità dello schema della nuova rete ospedaliera.

Moltissime, infatti, sono state le segnalazioni pervenute all’Osservatorio di Livesicilia sui concorsi finiti “nelle nebbie” (potete continuare a mandare le vostre mail all’indirizzo mail redazione@livesicilia.it).

Il primo era stato indetto nel 2012 alla Asp di Palermo per nove posti per psicoterapeuta e altre figure dirigenziali. Fu sospeso con una direttiva dell’assessorato con cui si formalizzava il divieto alle Aziende sanitarie di procedere alla copertura a tempo indeterminato di posti vacanti fino alla definizione del processo di riorganizzazione della rete ospedaliera.

Stessa sorte per il concorso per 10 posti di assistente amministrativo bandito nel 2007 dall’Asp di Siracusa. Si candidarono in 1600. Tutti i candidati ammessi hanno sostenuto la prova scritta il 14 luglio 2008 ma da quella data il concorso ha subito una serie di stop a causa del susseguirsi di sospensioni decise dall’assessorato fino alla sospensione definitiva “con una nota assessoriale – scrivono dalla Asp 8 di Siracusa – che disponeva il divieto di procedere alla copertura di posti vacanti, fino alla definizione del processo di rifunzionalizzazione della rete ospedaliera e del successivo procedimento di ricollocazione del personale”. Nei fatti la Commissione del concorso non ha mai potuto riprendere l’attività.

Alla Asp di Agrigento i concorsi segnalati perché mai completati sono due. Si trattava dell’assegnazione di nove posti per operatore socio sanitario. “Il primo, del 2011 – precisa una nota dell’ente – si è esaurito perché i posti messi a concorso sono stati coperti mediante la stabilizzazione di quattro unità di personale che erano già in assegnazione provvisoria presso la Asp”. Il secondo bando, quello del 2012, è tuttora pendente ma la procedura non si è conclusa per il blocco delle assunzioni disposto dall’assessorato dal novembre 2012 in attesa della rimodulazione regionale della rete ospedaliera secondo i parametri del decreto Balduzzi e delle conseguenti rimodulazione delle piante organiche, che dovranno essere concordate con ciascuna azienda del servizio sanitario regionale.

Un concorso è sospeso ed è in attesa di riattivazione anche alla Asp di Trapani, dove l’iter procedurale per la mobilità di 26 dirigenti medici è stato fermato (ma non annullato) in quanto, secondo quanto scrive l’azienda, “sono pervenute direttive assessoriali, applicative di norme di legge (il cosiddetto “decreto Balduzzi”)”. In ogni caso, approvata definitivamente dal Ministero per la Salute la rimodulazione della rete ospedaliera si sbloccheranno i concorsi e quindi riprenderà l’iter di questa procedura di mobilità.

Maria Teresa Camarda

Fonte originale

8 Febbraio 2015

Piazza Duomo, il salotto barocco della nostra città, è stato ieri pomeriggio teatro di una febbrile attesa per l’assessore alla Sanità Borsellino. Erano tutti lì, i grandi della sanità catanese e siciliana, le autorità politiche ed universitarie ed i tanti che successivamente hanno gremito la sala conferenze di Palazzo dei Chierici. Passeggiando tra la folla era infatti possibile vedere il deputato nazionale Giuseppe Berretta, il sindaco Enzo Bianco, il neo assessore Angelo Villari, il Preside della Scuola di Medicina Professor Francesco Basile, il Presidente ed il Vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Professor Massimo Buscema e Professor Antonio Biondi, l’Onorevole Concetta Raia ed il Presidente della Commissione Sanità dell’Ars Giuseppe Digiacomo.

L’argomento al centro del dibattito, le novità previste dalla nuova rete ospedaliera siciliana, è riuscito a coagulare le autorità nazionali e locali che partecipano alla “salute” ed alla organizzazione degli ospedali siciliani. La rete, lo ricordiamo, è un atto amministrativo ordinario che, a cadenza temporale, prevede cambiamenti nella fisionomia delle strutture ospedaliere. Si parla dunque di trasformazioni, tagli, rimodulazioni ed incorporamenti delle strutture che prenderanno forma prima del 2016.

Ma non solo. La presenza dell’ospite d’onore della giornata, l’assessore alla Sanità regionale Lucia Borsellino, ha reso infatti impossibile non parlare dell’argomento caldo che in questi mesi è al centro delle cronache cittadine, ovvero l’”affair nomine” dei dirigenti sanitari del Policlinico e del Cannizzaro.

Come abbiamo già scritto in un nostro precedente articolo, queste sono le principali novità per Catania. All’Asp scompariranno 57 posti letto per acuti che però saranno riconvertiti in lungodegenza, 15 posti per acuti salteranno al Cannizzaro e 27 al Garibaldi di Catania. Per quanto riguarda le chiusure dei reparti la nuova rete di fatto fotografa la situazione esistente con degli aggiustamenti. Ci saranno infatti dei tagli ma molti di questi sono già stati eseguiti; ad esempio, le Chirurgie del Policlinico erano 5, una è stata già chiusa e diventeranno 3 con il presente progetto. O ancora, la Chirurgia di Giarre, che non compare più nel piano, è già chiusa da 4 anni.

” Ma non solo – continua Basile – non dobbiamo dimenticare il problema dei medici precari che si trovano così da tanti anni e pare assurdo che ancora non vengano stabilizzati. Sono molto lieto che l’assessore abbia affermato che nella rimodulazione delle dotazioni organiche sarà possibile fare delle modifiche qualitative. Queste infatti sono la giusta premessa per stabilizzare questi medici che tanto hanno speso per l’azienda Policlinico”.

Anche il Professor Massimo Buscema sottolinea il problema del precariato : “In questa giornata importante sento l’esigenza di porre l’attenzione sul problema del personale medico ed infermieristico assunto in forma precaria. E’ una situazione onestamente insopportabile che richiede la massima attenzione di tutti e che spero si risolva al più presto per permettere ai colleghi di lavorare nella tranquillità che meritano.”

“Vorrei sottolineare inoltre l’importanza della meritocrazia – continua Buscema- non solo nel settore della medicina ma come perno culturale intorno al quale far ruotare tutti i settori della nostra società. Un elemento importantissimo per il funzionamento di nostri ospedali credo sia infine la programmazione, un meccanismo attraverso il quale si garantisce sicurezza ai lavoratori ed all’utenza. A tal fine è però fondamentale che si risolva la questione della dirigenza, senza la quale parlare di programmazione è praticamente impossibile“.

L’Onorevole Concetta Raia ricorda a tutti il tema dell’integrazione socio- sanitaria : “ Il ministero dice che bisogna togliere posti letto e chiudere ospedali, per fortuna non prima del 2017. Non c’è dubbio però che la sanità del futuro debba essere integrata con il socio-sanitario, quindi con il territorio ricordando che non tutto è ospedale ma è importante anche la sanità ed i servizi annessi. Questo è quello che vogliamo ed è l’impegno degli assessori Borsellino e Caruso. Ci sarù una diminuzione delle strutture complesse e tagli dei posti letto, ma noi abbiamo il tempo entro il 2017 per rimodulare la nostra sanità, e siccome Catania è una realtà molto importante non possiamo certo rimanere indietro”.

Mattia S. Gangi

 

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